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L’inizio

Eravamo in piedi uno accanto all’altro, al bancone del bar. Il caffè era ovviamente una scusa per fermarci un istante dal caos delle nostre vite precarie.

Per onestà è tutto precario, vero, ma qualcosa in noi presente da sempre (una chimica, una serie strutturata di buone intenzioni) seguendo un rigidissimo codice sconosciuto, rende il nostro mondo ancora più assurdamente imprevedibile. Come oscillare su di un filo. Basta un giorno fuori posto, una mattina nebbiosa ed ecco che i piani cambiano. Noi due sostanzialmente eravamo nell’essere sfigati, ancora più sfigati. Ed è forse proprio questo che nello stare con lui, ancora mi diverte: la certezza degli imprevisti.

Dicevo, eravamo in piedi uno accanto all’altra e stavamo banalmente parlando del più e del meno, quando all’improvviso Stefano se ne uscì con: “Dovresti fare ordine coi tuoi obiettivi.” Lo guardai come si potrebbe guardare un cazzo di coniglio alato. Non avevo tempo di avere tempo, nè voglia di avere voglia di imbattermi in quel tipo di discorsi che tanto amano invece i genitori.

Così gli sorrisi, gli diedi un bacio al volo alzandomi sulle punte dei piedi, poi con le dita gli portai indietro una ciocca di capelli biondi e lo accarezzai. “Ti giuro” risposi “Non vedo l’ora di riuscirci.”

Ero consapevole che mentre il suono della mia risposta andava sparendo, lui mi studiava per cercare di capire se ero arrivata a un buon punto, quantomeno di partenza. Io sfoderavo la mia espressione più neutra come scudo. Non nego che per me quei momenti erano di notevole fascino: per quanto potessimo provare a celarci, da sempre sapevamo leggerci dentro con un’accuratezza che si avvicinava all’assoluto.

“Stavolta ti aiuto anche io.” Dichiarò, lasciando scorrere il suo sguardo su e giù per il mio volto. Appoggiai la tazzina del caffè ridendo.

“Accomodati.” Lo sfidai.

Lui, senza più dire una parola, mi tese la mano.

Se ci ripenso, mi viene da sorridere: l’inizio più importante della mia vita, ciò che mi ha resa ciò che saprò diventare col tempo, è stata una semplice stretta di mano. E’ da qui che ho inizio io, spero solo di riuscire ad arrivarvi dentro giorno dopo giorno.

Stefania Ferrazzi

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